La Psychology Society
Il dottor Lawrence porta gli appunti alla Psychology Society, in cerca di pazienti o studiosi che abbiano già visto qualcuno scrivere simboli esoterici e perdere la ragione. Ne discute con i colleghi e scopre che Chung e Hans Trommer sono rimasti in contatto per circa un anno. Parla anche con McGhee. Nel diario di Chung si parla di incubi e di non riuscire più a svegliarsi; tra le sue cose c’è uno dei simboli, che ricorda una palla da biliardo.
Rita intanto cerca notizie sui membri della spedizione e non ne trova traccia. Di uno di loro, Serghey, si sa che era stato congedato dall’esercito russo per aver picchiato un uomo che aveva offeso lo zar, e poi trasferito negli Stati Uniti per la sua sicurezza. Nessuno risulta essere tornato dall’Egitto, tranne Hans. Ma anche Randalf Allen, morto nel 1875 ufficialmente d’infarto, era tornato: era un collezionista di antichità.
Tornata alla sua bancarella, Agatha trova la tesi di Evelyn Trommer arricchita dal bibliotecario con dei ritagli di giornale. La tesi, del 1864, aveva fatto scandalo: parlava di “omini verdi”, di contatti con civiltà sconosciute, di geometria non euclidea, dei Grandi Antichi e di Nyarlathotep, e riportava un simbolo simile a un avocado. I primi articoli la ridicolizzano; quelli successivi raccontano come Evelyn sia riuscita comunque a mettere insieme una spedizione per l’Egitto.
Berlino
Gli investigatori partono per Berlino: sette giorni di viaggio, senza incidenti, a parte una vecchia signora che seduce HP, il cui cuore però batte per una sola. La sistemazione trovata in città non è all’altezza del gruppo: si trasferiscono all’Hotel Savoy, a spese di Alistar.
Alla Banca di Berlino convincono il banchiere Fritz a farli accedere alla cassetta di sicurezza. I dipendenti della banca non riescono a dormire: sono emaciati, giallastri. Fritz cede in cambio della promessa che il loro aiuto potrà curare la sua insonnia, e dà appuntamento alle quattro del pomeriggio.
La biblioteca
In uno sgabuzzino della biblioteca trovano l’Antiquarium Tenebris. Racconta di Nyarlathotep, il Caos Strisciante, signore della rovina dai mille avatar, e di alcune delle sue forme: Ara'gul, il genio seduttore il cui simbolo è sul diario, intermediario sulla Terra; Q'allith, la Tessitrice di Incubi, che si nutre di angosce, manipola i sogni, vi intrappola le persone e si proietta nel mondo reale, e che può essere esiliata solo con un artefatto benevolo; e un terzo nome, Xeztoth.
Cercando di prendere il libro, Agatha perde un dito. La biblioteca sembra voler intrappolare il gruppo: riescono a fuggire, ma non senza pagarne il prezzo in sanità.
Il caveau
Nella banca si respira un’aria malsana, diversa da quella della biblioteca. Gli investigatori entrano nel caveau: la chiave apre una delle cassette più antiche, ricoperta da una sorta di muffa spettrale. Dentro c’è un disco di ossidiana, nero e lucido come vetro vulcanico: uno specchio, custodito lì da un anno.
Nello specchio Rita vede la sorellina morta; anche Chung vede la propria sorella. HP vede una foto di sé con gli altri, coperta di muffa. Solo la sorella di Rita è senza muffa.
Al Savoy qualcuno consegna ad Agatha un biglietto da visita con l’indirizzo di un antiquario: identico a quello che HP aveva ricevuto per Hans.